Equinozio di primavera 2025

Nelle righe di questo articolo troverete alcune considerazioni sul cielo di questo ultimo periodo, per arrivare infine all’ormai prossimo equinozio di primavera 2025. Mi soffermerò soprattutto su alcune particolarità che non sempre capita di poter osservare concentrate in un arco temporale limitato come avvenuto di recente, tra il finire del 2024 e i primi mesi di quest’anno.

Che nel cielo stiano avvenendo delle cose insolite se ne sono accorti anche astronomi e astrofili, e chi frequenta i social avrà notato i molti post in cui venivano annunciati straordinari e rarissimi allineamenti planetari. Come già spiegato da diversi astrologi, in effetti non vi è stato nessun “allineamento”… si è trattato piuttosto del fatto che tutti, o quasi tutti, i pianeti si sono trovati in determinati giorni ad occupare il medesimo emisfero celeste. In tali momenti perciò è stato possibile abbracciare con un solo sguardo quasi tutti gli astri erranti e, poiché essi sono più luminosi della maggior parte delle stelle, all’imbrunire alzando lo sguardo si è potuto osservare questo singolare corteo di corpi celesti.

I movimenti di Marte e Giove

Uno degli eventi significativi dell’ultimo periodo dal punto di vista astrologico è stata invece la retrogradazione di Marte, che lo ha visto sostare per molto tempo nel Cancro, segno della sua caduta. Di conseguenza nelle notti degli ultimi mesi è stato visibile sempre molto brillante e particolarmente alto nel cielo, sullo sfondo della costellazione dei Gemelli. Un pianeta in caduta come sappiamo indica in genere che il suo funzionamento è in qualche modo problematico, eccessivo o inadeguato, e osservare Marte fermarsi tra le immagini celesti di Castore e Polluce fa pensare proprio a un litigio che separa i fratelli, ovvero l’essere umano dal suo prossimo.

Un altro modo di interpretare questa figura potrebbe essere quello di vedervi due compagni, che è a dire una moltitudine o un popolo, armati per una battaglia – e nemmeno questa opzione è particolarmente rassicurante, anche se purtroppo in armonia con i tempi che viviamo.

Giove è un altro pianeta che in questi mesi è stato protagonista del cielo serale e notturno. Così come Marte, anche Giove non è in una condizione ottimale poiché si trova nella condizione di esilio (Gemelli) e al quadrato di Saturno. Tuttavia è anch’esso molto brillante e lo abbiamo visto transitare, retrogradare e poi riprendere il moto diretto tra le stelle del Toro siderale, in particolare tra le corna di questa figura celeste.

Significativo sembra anche il fatto che il pianeta abbia compiuto la sua II stazione vicinissimo al grado eclittico di Aldebaran, stella assieme alla quale perciò si è trovato a culminare soprattutto durante i mesi di gennaio e febbraio. Il legame tra Giove e Aldebaran tuttavia si mantiene ancora almeno fino al termine del mese di aprile, perché i due astri continueranno a sorgere pressoché contemporaneamente, configurazione che in termine tecnico è detto paranatellonta.

Giove appena sorto assieme alla brillante del Toro Aldebaran (immagine da Stellarium)

La costellazione del Toro era considerata dagli astrologi-sacerdoti babilonesi un luogo celeste estremamente potente ed intenso, specialmente a causa delle stelle nella punta delle due corna (El Nath e Alhecka), del turbolento ammasso delle Pleiadi che ne segnano il ciuffo dietro al collo, ed infine soprattutto per il brillante occhio rosso della figura, Aldebaran, astro preso a riferimento per la suddivisione della fascia zodiacale in 12 segni e considerato il più potente tra tutti. Per tali motivi Giove, il re degli dei, accanto a una stella che significa anzitutto il potere, la regalità e la ricchezza, non può che far pensare ai potenti della terra, in tumulto ed in febbrile attività in questo periodo ancor più del solito – un esempio su tutti, il nuovo presidente degli USA che sta modificando con la sua politica il quadro mondiale complessivo.

Saturno e Mercurio

Anche il movimento di Saturno non è stato privo di interesse negli scorsi mesi, poiché pure questo pianeta ha compiuto il suo stazionamento in una zona del cielo particolare. Lo si è potuto osservare infatti insistere sui gradi eclittici corrispondenti all’immagine celeste del liquido che cade dall’urna dell’Acquario, che nello zodiaco sono compresi nel secondo decano dei Pesci.

Questa stessa area celeste è stata scenario anche di un altro fenomeno molto singolare avvenuto di recente alle nostre latitudini: Saturno, ripreso il moto diretto ha compiuto qui il suo Tramonto Eliaco, cioè si è reso visibile per un’ultima volta poco dopo il tramonto, per scomparire tra i raggi solari per svariate settimane. Negli stessi giorni (la fine di febbraio 2025) e sempre in corrispondenza dell’asterismo della Cascata d’Acqua, ha fatto invece la sua prima apparizione come stella della sera Mercurio.

Le fasi eliache di stelle e pianeti, cioè il loro apparire per la prima volta o il loro nascondersi in ragione della specifica distanza dal Sole, erano nell’astrologia più antica fenomeni di primario interesse (assieme alle eclissi), e le immagini celesti presso le quali questi eventi avvenivano erano osservate molto attentamente.

Simbolicamente la Cascata d’Acqua può far pensare a concetti come l’ispirazione divina, al dono della conoscenza che viene dal cielo, o a un qualche tipo di flusso proveniente dall’alto. Se già di per sé Saturno rappresenta la lentezza e la pesantezza, vederlo stazionare in questo flusso celeste è quanto di più vicino all’immagine di un blocco possa esserci – come una grossa pietra o una diga in cemento che ostruisce un fiume.

Al contrario Mercurio è un simbolo di movimento, leggerezza e fluidità, e perciò la sua comparsa in questo asterismo mentre Saturno vi scompare sembra proprio indicare lo sbloccarsi di qualche importante situazione, l’uscire da una situazione di stallo, il tornare a scorrere o il rimettersi in moto di un processo. Forse è giunto il momento quindi per una nuova pagina della storia: almeno questo è il mio auspicio, e soprattutto: che sia una pagina migliore della precedente!

Enki, divinità mesopotamica delle acque sotterranee e della saggezza, oggi rappresentato nella costellazione dell’Acquario. Per scoprire la speciale connessione di questa figura con l’astrologia cfr.https://www.iraccontidelcielo.com/2025/02/28/origini-dell-astrologia/

Venere

Infine vorrei dire qualcosa su Venere, soprattutto in vista del prossimo equinozio di primavera 2025. Venere è stata visibile per molti mesi come stella della sera, e per la sua grande brillantezza era impossibile non notarla persino prima che il Sole effettivamente tramontasse. Verso metà gennaio, transitando nel segno della sua esaltazione (i Pesci) si è congiunta a Saturno, sopravanzando quest’ultimo anche in altezza: proprio in quei giorni veniva proclamata la tregua tra Israele e Hamas. Ciò è significativo soprattutto perché Saturno è tradizionalmente un significatore del popolo ebraico mentre Venere lo è di quello islamico.

Dopo aver raggiunto poi la massima distanza dal Sole, Venere ha recentemente compiuto la sua stazione vespertina e ora si sta riavvicinando al luminare procedendo di moto retrogrado. Normalmente in questa fase, una volta raggiunta una vicinanza critica alla nostra stella, dopo un ultimo tramonto osservabile, il pianeta viene nascosto dalla preponderante luce solare. Tuttavia ciò non avverrà questa volta perché proprio nelle giornate attorno all’equinozio di primavera, momento dell’anno molto speciale e simbolico, Venere si mostrerà un’ultima volta al tramonto come stella della sera per tornare a splendere già all’alba dell’indomani come stella del mattino.

Afrodite, statuetta in terracotta di epoca ellenistica (III sec. a.C.)

Il ventre di Afrodite

Alle nostre latitudini quindi Venere compirà il Tramonto Eliaco Vespertino e la Levata Eliaca Mattutina senza che tra questi due momenti intercorra il consueto periodo di invisibilità. Questo fenomeno è possibile a causa del particolare momento in cui l’astro si trova all’interno del suo caratteristico ciclo di 8 anni. In corrispondenza dell’Equinozio di primavera questa volta raggiungerà infatti il culmine di un ampio ventre nord, ovvero si innalzerà rispetto all’eclittica (l’apparente cammino del Sole nello zodiaco) fino al limite estremo consentito dalla sua orbita, circa +8°30’.

Persino nel momento della congiunzione con il luminare – che in questo caso è più che mai un allineamento anziché un’effettiva congiunzione – sia al tramonto che all’alba Venere si troverà più in alto rispetto al Sole di quel tanto che gli consentirà di rivelarsi ai nostri occhi con la sua luce, seppur per pochi minuti.

Nonostante in quel momento Venere starà retrogradando e si troverà ancora nel segno dell’Ariete (segno che la debilita in quanto suo esilio) il fenomeno rimane verosimilmente troppo eccezionale a mio avviso per non essere considerato un buon presagio in termini collettivi. Nel momento preciso dell’equinozio inoltre, quando il Sole varcherà l’equatore celeste toccando gli 0° Ariete, Venere sarà l’astro più alto nel cielo e ciò avverrà proprio nell’ora planetaria di Venere.

Equinozio di primavera 2025: la carta per Roma

Qui sotto la carta eretta per il momento del prossimo equinozio, domificata per Roma. All’Ascendente vediamo Giove in esilio appena sorto assieme ad Aldebaran, mentre la Luna in Sagittario occupa la casa VI ed è tra le difficili stelle della costellazione dello Scorpione. Si prospettano perciò ancora tempi non semplici, e spicca lo stellium in casa XI, che fa presagire un gran lavorio parlamentare alla ricerca di nuove alleanze ed accordi.

Ad ogni modo l’importante ruolo dei due benefici, l’uno all’Ascendente con una stella fissa importante, e l’altro congiunto al Sole, al governatore dell’Ascendente ed in fase eliaca eccezionale, lascia aperto lo spiraglio per un raggio di luce durante il prossimo turbolento periodo che ci aspetta.

Equinozio di primavera, 20 marzo 2025, ore 10:02, Roma

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